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Ribolla gialla

Brda, la casa della Ribolla: ieri e oggi

 

Fin dai tempi antichi la Ribolla è di casa a Brda. La storia testimonia che proprio qui, sulle terrazze scavate nella marna, con l’intreccio del clima alpino e mediterraneo, le condizioni per la sua crescita sono le più favorevoli. Questo territorio unico e questa varietà dalle profonde radici storiche danno vini autentici con note minerali distintive. I perspicaci vignaioli di Brda danno alla Ribolla la propria firma d’autore con interpretazioni originali della vinificazione, unendo con tatto le conoscenze moderne e le esperienze delle generazioni passate.

La Ribolla è la varietà di vino più importante a Brda ed è anche la varietà più diffusa, la troviamo su oltre il 25 % di tutte le superfici di vigneti. Da nessun’altra parta si coltiva così abbondantemente come a Brda.

L’equilibrio delle condizioni climatiche e pedologiche a Brda consente alla varietà della Ribolla di esprimere tanta freschezza, eleganza e carattere minerale. La combinazione unica degli influssi alpini e mediterranei su una superficie terrazzata e collinare di marna – precisamente marne silicea con strati di argilla e ardesia – offre condizioni straordinarie per la crescita della Ribolla come da nessun’altra parte.

Solo sui pendii e sulle terrazze il vitigno può vivere a pieno il proprio potenziale, perché è solo lì che si trova a casa. Gli antenati lo sapevano già millenni fa. Il suolo arido, la crescita lenta, il forte irraggiamento, la giusta quantità di calore e non troppa acqua – questi sono i fattori ben noti ai viticoltori che producono vini di qualità.

Anche i produttori di vino di Brda di oggi, che realizzano la propria visione della produzione di vini unici dalla varietà Ribolla, la quale gode di una reputazione mondiale, ritengono che la posizione migliore per la Ribolla sia almeno un centinaio di metri più in alto rispetto alle altre varietà, su terreno marnoso con tracce di argilla. Questo è particolarmente importante durante gli anni di siccità, poiché la Ribolla generalmente tollera meglio la siccità a quote più elevate.

Una gamma così ampia di diversi tipi di vini raffinati e autentici è raggiunta solo da poche varietà. Un mosaico variegato di specificità microclimatiche nelle colline di Brda consente alla Ribolla di esprimersi in modo molto sfaccettato. La Ribolla può diventare uno spumante rinfrescante o un vino fresco raffinato. È una delle varietà essenziali di Brda. La Ribolla matura, invecchiata in botti di rovere, raggiunge una profondità marcante. Grazie alla buccia più spessa, consente la vinificazione con macerazione prolungata (vini arancioni). Alcuni viticoltori producono anche il vino dolce dalle uve appassite.

LA RIBOLLA NEL TEMPO

 

La storia della Ribolla a Brda cominciò a scriversi già in epoca romana

  • Nell 300 a.C. – In Età preromana, più precisamente nella tarda Età del ferro, la vite è già diffusa in Brda. Vicino alla Chiesa della Vergine Maria sul lago sopra il villaggio di Golo Brdo, sono stati trovati i semi di vite dall epoca dell (Vitis vinifera), che suggeriscono la possibilità che i vitigni fossero diffusi qui già prima dell’arrivo dei Romani.

  • Il più importante scrittore di gastronomia nell’impero romano, Lucio Giunio Moderato Columella di Hispania, scrisse nel I secolo d.C. un manuale agricolo che comprendeva 12 libri  (De re rustica) in cui fa riferimento alle varietà albuelis rubellana e rabu(n)cula, che sarebbero i precursori della nostra Ribolla.

La Ribolla era la preferita dell’aristocrazia già nel Medioevo … ma solo quella proveniente dalle colline

  • Nonostante il periodo turbolento delle migrazioni, la viticoltura a Brda non si è mai estinta. Ebbe il periodo di fioritura nel Medioevo con l’espansione dei monasteri. Il monastero più importante di questa zona era l’Abbazia di Rosazzo. Furono proprio i monaci che ci vivevano a creare la grande reputazione di questo vino locale, che rappresentava per loro una fonte permanente di reddito, soprattutto tra gli acquirenti tedeschi. Il Ribolla rientrava tra i vini protocollari.

  • Florienita, una suora del convento di San Secondo a Venezia, lasciò a suo figlio e ai suoi successori, per un periodo di 39 anni, la lavorazione e la fruizione del terreno a Pirano, a condizione che il monastero fosse rifornito con 150 litri di un buon Ribolla. Molti documenti d’archivio provenienti da Pirano dimostrano che il vino Ribolla era da molto apprezzato e che si utilizzava al posto di soldi anche per coprire i debiti. In realtà, in quei tempi viene menzionato solo il nome del Ribolla, tutte le altre varietà venivano semplicemente chiamate vino.
  • Già nel XIII secolo la Ribolla sarebbe cresciuta esclusivamente sulla fascia collinare che va da Tricesimo in Italia fino all’area istriana intorno a Capodistria. Dei documenti provenienti da Treviso e Venezia parlano della Ribolla come vinum navigatum, il che conferma l’ipotesi che per loro questo vino fosse stato importato.
  • La prima testimonianza conosciuta che cita la coltivazione della Ribolla a Brda proviene dal castello Rittersberg, vicino al villaggio di Višnjevik. Nel contratto di compravendita, stipulato in data 27 maggio 1336, c’è scritto che per otto marchi Enrico di Rittersberg aveva comprato un vigneto, dove ogni anno si producono sei secchi del Ribolla.
  • L’imperatrice Maria Teresa, nei suoi sforzi di aumentare le entrate fiscali, impose nel 1751 una nuova imposta fondiaria basandosi sul catasto. Dal catasto teresiano si evince che a quei tempi il Ribolla era stimato con un valore molto più alto rispetto a tutti gli altri vini bianchi e rossi. Gli fu conferito il primo posto tra i vini bianchi per “dolcezza e nobiltà” e fu sottolineato che era anche il vino con il miglior bouquet.
  • In seguito è stato fatto un inventario delle quantità e della fertilità di tutti i terreni in tutto l’impero di Giuseppe II, che si può vedere nella Classificazione dei vini prodotti nelle Contee unite di Gorizia e Gradisca del 1786, dove i vigneti di Brda sono collocati nelle prime tre classi.

 

Possono mutare la politica, il pensiero, la tecnologia … persino imperi e paesi – ma la natura affida i propri doni all’uomo in maniera sempre uguale e sempre senza compromessi.

 

  • Il quinto Congresso enologico austriaco che si tenne nel 1891 a Gorizia, contiene nei suoi documenti l’informazione che la Ribolla dà un vino che dopo due anni d’invecchiamento può mettersi a confronto con i migliori vini in bottiglia.
  • La regione di Brda si è affermata come la casa della Ribolla grazie all’enologo e direttore di lunga data della Cantina cooperativa Goriška brda (oggi chiamata Klet Brda), Zvonimir Simčič, che adoperò per la sua conservazione, lo sviluppo e la promozione in un momento in cui predominavano le varietà globali. Nel libro Vino del 1987, inserisce la varietà della Ribolla tra le varietà locali (autoctone) bianche. Secondo lui, si tratta di una varietà locale e antica, menzionata già nel XIII secolo.
  • Alla fine della Seconda guerra mondiale, quando il confine divise la colline di Brda tra due paesi, Brda rimase comunque un’area unita. Nel 2004, con l’ingresso della Slovenia nell’Unione europea, il confine scomparve. La regione della Ribolla ha attirato l’attenzione del pubblico mondiale grazie ai perspicaci vignaioli provenienti da un unico terroir, condiviso tra due paesi.
  • Nel 2012, un gruppo di scienziati provenienti da Italia, Slovenia, Grecia e Svizzera si è riunito per studiare le origini e le caratteristiche della Ribolla e per determinare se la Rebula (Slovenia), la Ribolla Gialla (Italia) e la Robola (Grecia) sono delle varietà. Con l’utilizzo di strumenti molecolari, soprattutto con la genotipizzazione, è stato condotto uno studio con i marcatori SSR (Simple Sequence Repeats), che ha dimostrato che la Rebula e la Ribolla Gialla possiedono genotipi identici in tutti i 35 marcatori SSR e che si tratta della stessa varietà dai nomi leggermente diversi. La ricerca ha confermato che la Robola greca non è uguale alla Ribolla, sebbene sia strettamente correlata a essa.
  • Nel 2017, 13 viticoltori provenienti da entrambi i lati del confine si sono riuniti insieme per promuovere la Ribolla e hanno organizzato un masterclass: Brda home of Rebula, dedicato alla stampa internazionale formata da esperti. A seguito viene pubblicata una serie di articoli su questo argomento, tra cui:
  • Andrew Jefford (Jefford on Mondays, Decanter) afferma che il Ribolla è il vino da sogno di una nuova era.
  • Alessio Turazza (Gambero Rosso) dice che “la Ribolla è il simbolo del territorio transfrontaliero Brda – Collio”.
  • Stephanie Johnson (Wines and Spirits) nell’articolo Ribolla, Rebula – Winemakers to define a variety: Il vino che in passato era il più amato dall’aristocrazia veneziana è ora il nuovo punto d’interesse dei vignaioli di Brda dalla parte slovena e italiana del confine.
  • Giovanni Angelucci (La Stampa, 2017) afferma che la Ribolla “è un concentrato di storia e di sapori” di entrambi i lati del confine di Brda.
  • Robert Camuto (Wine Spectator), afferma che la regione ha un solo problema: che in un’area così piccola prosperino così tante varietà. (Wine Spectator, The Collio problem, 2017).

 

 

Ribolla – il vino che unisce paesi, passato, futuro ed esperti nella convinzione che si tratta di una varietà dal potenziale straordinario e dalla grande forza espressiva sviluppata da suo territorio.


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